fbpx
Via dell'Industria, 24 - 26010 Casaletto Vaprio (CR) - ITALY
‭+39 0373 86571‬
info@ggimage.ink

CHI HA INVENTATO LA STAMPANTE AD AGHI

CHI HA INVENTATO LA STAMPANTE AD AGHI?

Chi ha inventato la stampante ad aghi?

Come abbiamo già visto nei post precedenti,  Chi ha inventato la Stampante Inkjet, e “Chi ha inventato la Stampante Laser” non esiste sempre solo un unico inventore di una tecnologia a cui fare riferimento.

Scopriamo insieme la stampa ad aghi, la sua lunga evoluzione negli anni e i personaggi che hanno dato un contributo determinante allo sviluppo e alla sua implementazione.

Vediamo con ordine i personaggi e i vari passaggi in dettaglio:

Rudolf Hell

Nel 1925, Rudolf Hell inventò l’Hellschreiber , uno dei primi facsimile a matrice di punti basato su un dispositivo telescrivente, brevettato nel 1929.

Rudolf Hell – Inventore tedesco

Rispetto alle teleprinter dell’epoca che erano basate su macchine da scrivere meccanicamente complesse e costose, l’Hellschreiber era molto più semplice e robusta, con molte meno parti mobili. 

Hellschreiber il primo facsimile a matrice di punti basato su un dispositivo telescrivente, brevettato nel 1929
Hellschreiber il primo facsimile a matrice di punti basato su un dispositivo telescrivente, brevettato nel 1929

Fritz Karl Preikschat

Fritz Karl Preikschat (11-09-1910 – 2-09-1994) è stato un ingegnere e inventore tedesco, poi naturalizzato americano.

Fritz Karl Preikschat (11-09-1910 - 2-09-1994) è stato un ingegnere e inventore tedesco, poi naturalizzato americano.
Ingegnere e inventore tedesco, poi naturalizzato americano – Fritz Karl Preikschat.

Possedeva più di tre brevetti tedeschi e oltre 23 brevetti statunitensi, tra cui appunto il brevetto di una telescrivente a matrice di punti (Germania, 1957),

Tra il 1952 e il 1954 Preikschat depositò 5 domande di brevetto per la sua teletype writer 7 stylus 35 dot matrix aka PKT printer, una telescrivente a matrice di punti costruita tra in Germania.

Come la Hellschreiber, utilizzava ancora mezzi elettromeccanici di codifica e decodifica, ma utilizzava un metodo start-stop (trasmissione asincrona ) invece di una trasmissione sincrona per la comunicazione.

Dopo vari tentativi in Germania riuscì a vendere i 5 brevetti a TuN Telefonbau und Normalzeit con i diritti di utilizzo delle applicazioni in qualsiasi paese, a eccezione degli USA dove mantenne la proprietà.

Una volta trasferito negli Stati Uniti, presentò il prototipo a General Mills nel 1957. 

Un versione migliorata con progettazione a transistor divenne la base per un facsimile portatile a matrice di punti, che fu prototipato per uso militare dalla Boeing tra il 1966-1967.

La prima stampante OKI Wiredot

Nel 1968, il produttore giapponese OKI presentò sul mercato la sua prima stampante a matrice di punti ad impatto seriale (SIDM), la OKI Wiredot.

OKI Wiredot – La Prima stampante a matrice di punti ad impatto seriale (SIDM)

La stampante cablata di OKI poteva stampare un totale di 128 schemi di caratteri e ogni carattere era composto da 7 punti (verticale) x 5 punti (orizzontale). 

Output tipico da una stampante a matrice di punti funzionante in modalità bozza. L'intera immagine rappresenta un'area di output della stampante di circa 4,5 cm × 1,5 cm (1,77 × 0,59 pollici)
Output tipico da una stampante a matrice di punti funzionante in bozza. L’intera immagine rappresenta un’area di output della stampante di circa 4,5 cm × 1,5 cm (1,77 × 0,59 pollici)
Source: Own work – Owner Fourohfour

Era costituita da una lamiera di acciaio, il cosiddetto generatore di caratteri (CG) con fori combinati per la stampa fino a 128 caratteri, e un tubo guida per i 7 punti (verticali) x 5 punti (orizzontali) per singolo carattere.

Questa prima stampante era rivolto ai mercati governativi, finanziari, scientifici ed educativi. 

La prima stampante con interfaccia parallela Centronics 101

Nel 1970 la Digital Equipment Corporation (DEC) introdusse sul mercato una stampante ad impatto a matrice di punti, LA30, così come Centronics la Centronics 101.

La ricerca di un device di stampa affidabile portò a sviluppare una collaborazione con Brother Industries, che prevedeva la vendita di periferiche di stampa Brother con badge Centronics dotati di testina di stampa ed elettronica Centronics. 

A differenza della Digital, Centronics si concentrò sul mercato delle stampanti di fascia bassa. 

La stampante DEC LA30

DEC LA30

La prima volta dalla Digital Equipment Corporation anch’essa nel 1970, presentò sul mercato la stampante a matrice di punti modello LA30 che vantava la capacità di stampare 30 caratteri al secondo. 

Centronics è poi ricordata per lo sviluppo dell’interfaccia parallela che sarebbe diventata lo standard sulla maggior parte delle stampanti fino a quando non iniziò a essere sostituita dall’Universal Serial Bus ( USB ) alla fine degli anni ’90.

La stampante EPSON MX-80

Con l’uscita della Epson MX-80 nel 1979 la popolarità delle stampanti ad aghi crebbe e si consolidò definitivamente.

Con il nuovo modello venne affinato il meccanismo dell’asta di metallo per la gestione della carta. 

L’IBM acquisí il modello  MX-80 di EPSON per rivenderla sul mercato come IBM 5152.

EPSON MX-80

Come funziona la stampante ad aghi

La stampante ad aghi fa parte della tecnologia di stampa a impatto, o Impact Printing, cioè il metodo secondo il quale la stampa viene realizzata attraverso punzoni che riportano direttamente il carattere sulla carta, imprimendolo.

La stampante ad aghi, detta anche dot matrix (cioè a matrice di punti), funziona attraverso testine di stampa ad aghi in acciaio, o in sintetizzato di tungsteno, che, mosse da un impulso elettromagnetico, battono su di un nastro inchiostrato posto davanti alla carta, spostandosi lateralmente sul foglio lungo la riga di stampa.

Con questa procedura gli aghi lasciano impressi una serie di punti che corrispondono al carattere di un testo o alla parte di un’immagine.

Un video interessante che ci fa comprendere come funziona la stampante ad aghi

Evoluzione delle prime stampanti ad aghi

Inizialmente i primi modelli di stampanti ad aghi erano caratterizzate da testine con 7 aghi in colonna, disposte su 5 colonne per la stampa di un singolo carattere.

I risultati erano abbastanza modesti con stampe di bassa qualità e poco definite.

Successivamente con l’introduzione delle testine a 9, 13, 18 e infine 24 aghi la qualità migliorò decisamente, arrivando a un livello simile a quella delle stampanti ad impatto analogiche.

Grazie alla matrice di punti una sola testina è in grado di stampare tutti i tipi di caratteri, inclusi quelli speciali,

Attraverso il pannello di controllo si potevano scegliere anche alcune caratteristiche come il font, la qualità e la densità di stampa.

I primi modelli di stampanti ad aghi erano in grado di effettuare soltanto stampe monocromatiche.

Negli anni successivi furono introdotte sul mercato anche stampanti ad aghi a colori più moderne, in grado di stampare anche in CMYK, attingendo da quattro nastri separati, ognuno dell’inchiostro del colore corrispondente.

Nonostante l’evoluzione tecnologica abbia indirizzato la maggior parte dei consumatori verso altri sistemi di stampa, oggi le stampanti ad aghi hanno ancora una nicchia di mercato.

Infatti rappresentano ancora valide e performanti alternative per quegli utenti professionali che sono in cerca di un solida periferica con un costo di gestione più contenuto.

Sono molti infatti i laboratori e gli studi che prediligono l’acquisto di stampanti ad aghi rispetto a dispositivi laser o inkjet sia per motivi economici e sia perché le stampanti ad aghi risultano essere ancora oggi le uniche in grado di stampare su modulistica a modulo continuo e a ricalco, per la stampa in contemporanea di più copie di uno stesso documento.

In conclusione

Alla domanda “chi ha inventato la Stampante ad Aghi”, la risposta in questo caso la paternità deve essere distribuita fra i 2 inventori Rudolf Hell e Fritz Karl Preikschat, per quanto riguarda la tecnologia dell’impact printing.

Chi ha inventato la stampante ad aghi?
Chi ha inventato la stampante ad aghi?

Ma la paternità della stampante ad aghi “moderna” deve essere poi assegnata ai produttori OKI, DEC e soprattutto CENTRONICS per aver poi sviluppato e introdotto sul mercato i primi modelli commerciali che hanno aperto il mercato del printing negli anni ’70.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento